Canada terra di conquista

Hamilton, 13-18 agosto
Dopo 4 giorni di golf intenso, uno di pratica, due di gara, 1 diraising funds per l’associazione canadese, abbiamo colto l’occasione, trovandoci ad Hamilton, di farci accompagnare alle cascate del Niagara, per poi proseguire verso l’aeroporto di toronto.
Dal silenzio dei campi verdi ricchi di vegetazione e piantagioni di uva,frutta e affini, siamo passati al fragore delle cascate, non si direbbe, la potenza di caduta è stata limitata al 10 %, deviando il rimanente 90% verso le centrali idroelettriche, che in parte forniscono energia sia a Toronto che al confinante New york state.
Ad onor del vero la sensazione è stata di un qualche cosa che l’uomo ha appunto manipolato, pensavamo ad un fragore a spruzzi continui, siamo rimasti un poco delusi, ovvio mancando l’occhio, non abbiamo potuto cogliere lo spettacolo che è evidente in quanto circa 40 milioni di turisti ogni anno fanno a gara per passare una giornata sopra, sotto, a fianco dellerinomate cascate.
Ritornando all’open del Canada, sul campo di King Forest,par 72 per gli uomini,73 per le donne, lungo poco meno di barlassina e stretto come menaggio, abbiamo dovuto tentare di mantenere la palla almeno in pista, fra i due lati del rough, non c’erano più di 20 metri,quindi fuori limite, alcune buche avevano acqua lungo i lati, altre di fronte ai greens, insomma un bel grattacapo.
Durante la prima giornata un improvviso acquazzone ha reso il campo ancora più difficile, ed è proprio in quelle 4 buche bagnatissime che sia chiara che io abbiamo lasciato sul campo un po’ troppi colpi, passato il pericolo, abbiamo ricominciato a macinare gioco, portando a casa uno score di 111 lordo e chiara di 120.
Il secondo giorno giocavo con il mio diretto rivale il canadese gerry Nelson, Chiara giocava con Doug Penner, pure lui canadese.
Fatto tesoro degli errori del primo giorno sono riuscito a portare a casa uno score di 106 lordo, il mio avversario è incappato in un pesante 131, lasciandomi in vetta alla classifica dei b1 lorda.
Chiara ha giocato molto bene i colpi lunghi, drivers, ibridi, ma il putter l’ha tradita, se fosse riuscita con un po’ di determinazione e concentrazione in più sarebbe stata a ridosso della canadese Joanna Camarta.
Va detto che, in questi tornei, si sta in campo fra le 6 e le 7 ore, quindi difficile mantenere alta la concentrazione,il ritmo di gioco è spezzettato, poi un poco di affaticamento ha fatto il resto.
Una trasferta comunque positiva, bagnata dagli spruzzi delle Niagara falls.
Alla prossima avventura che si terrà a vienna dal 17 al 22 settembre.